Europa, nel 2003 il boom dell'e-business
La società di ricerca ipotizza il decollo degli investimenti infrastrutturali e una consistente espansione del mercato Internet di massa

Italia, è l'ora dell'e-commerce
Nel 2001 più di 2,3 milioni di cittadini e 140mila aziende faranno shopping sulla Grande rete


Secondo Idc entro tre anni nel nostro continente il commercio elettronico fatturerà 511 miliardi di dollari
Europa, nel 2003 il boom dell'e-business
La società di ricerca ipotizza il decollo degli investimenti infrastrutturali e una consistente espansione del mercato Internet di massa

Seppure in ritardo, cresce anche in Italia la new economy e si moltiplicano i casi in cui all'ingresso di nuove tecnologie nelle aziende hanno fatto seguito vantaggi sostanziali in termini di maggiore redditività e ottimizzazione dei processi. I diversi attori che caratterizzano questo nuovo mercato si sono incontrati a Milano - alla «eBusiness 2000 Conference» organizzata dalla società di ricerca Idc - per dibattere i diversi aspetti legati alle tecnologie e ai nuovi modelli di business.
«Siamo in una fase di grossi investimenti infrastrutturali, sia tecnologici sia di business - ha commentato Ezio Viola, general manager di Idc Sud Europa, in apertura al convegno -. In Europa nel '98 questa spesa è stata di 44 miliardi di dollari, contro 5,8 miliardi di transazioni effettuate sul nuovo canale telematico; nei prossimi anni però (il trend è visibile anche in Italia) diventerà significativo il business sulla rete. Nel 2003, contro 408 miliardi di dollari di investimenti in infrastrutture, il valore del mercato del commercio elettronico europeo, sia business to business sia business to consumer, sarà di 511 miliardi di dollari. La spesa in business infrastructure sarà sempre più critica, e crescerà la richiesta di servizi professionali e di particolari competenze. Nel business to consumer avremo anche in Europa l'esplosione del mercato di massa (nel 2003 saranno 2l5 milioni gli utenti Internet, con 80 milioni di acquirenti sul Web) e sarà molto importante il livello di servizio offerto dalle aziende, dalle consegne al supporto post-vendita. Nel business to business invece assisteremo a un ruolo crescente dei mercati digitali, che soprattutto in Italia potranno avere un effetto economico molto positivo: nel 2004 il 56% del valore del commercio elettronico business to business girerà sugli e-marketplace».
Chi in Italia ha messo in piedi sistemi di e-business parla già di risultati molto soddisfacenti. Come nel caso dell'applicazione di e-procurement sviluppata dalla direzione acquisti della Divisione bruciatori del gruppo Riello, che all'interno del gruppo ha, su un giro d'affari annuo superiore ai 200 miliardi di lire, un fatturato di acquisto per materiale diretto di circa 90 miliardi di lire e deve gestire 350 fornitori (di cui un 75% in Italia e il resto all'estero).
«Il nostro obiettivo è di allargare la visuale andando a selezionare fornitori nuovi e alternativi, non solo in base alla competitività delle offerte ma anche per lo specifico know-how sviluppato e per singole soluzioni tecnologicamente avanzate» ha detto Luca Guzzabocca, direttore acquisti della Divisione bruciatori. Il sistema adottato permette di fare marketing di acquisto e raggiungere nuovi fornitori sul Web (tramite directory e buyer's guide), di valutarli in automatico tramite un software basato su algoritmo Adaci (l'Associazione italiana di management degli approvvigionamenti), oppure in modo autonomo da parte del buyer, che assegna ai fornitori punteggi diversi secondo propri parametri. La richiesta di offerta viene emessa via e-mail ed è poi possibile comparare le offerte in base a diversi attributi e pesi per importanza, confrontandole anche con una offerta "ideale" creata dal buyer e legata alla sua strategia di acquisto.
«Internet permette di raggiungere evidenti benefici - ha aggiunto Luca Guzzabocca - come la riduzione dei costi di approvvigionamento (attraverso l'eliminazione del lavoro cartaceo, la riduzione del ciclo di attraversamento, il miglioramento nella gestione dei fornitori), una rapida ricerca e selezione dei fornitori, la consultazione online del sito Web del fornitore, la schedulazione dei fabbisogni e il tracking delle spedizioni.
In generale, Internet permette di snellire i tempi operativi e spostare l'attività dell'ufficio acquisti su attività a valore aggiunto e quindi più strategiche per l'azienda».
Un'esperienza consolidata di relazioni business to busilless sulla rete è quella di Opengate, distributore nazionale di prodotti per l'informatica, collegato già da tre anni ai propri rivenditori tramite una rete Intranet dedicata.
«Nell'e-commerce tra aziende è possibile ottenere minori costi lungo l'intera supply chain, ottimizzando la gestione delle relazioni con clienti e fomitori - ha detto Loris Cappelli, direttore organizzazione e sistemi di Opengate -. Il nostro sito, attivo da tre anni, riconosce il rivenditore e le sue attitudini e gli propone offerte sulla base delle ricerche e degli acquisti effettuati. Oggi un 15% del fatturato totale viene da ordini ricevuti online: abbiamo in media 5.950 rivenditori che si collegano ogni mese, cinque persone dedicate al sito, per un investimento totale di un miliardo e 100 milioni. È stato ridotto, per gli oltre 180mila ordini ricevuti online in un anno, il tempo della transazione commerciale, che passa dai precedenti nove minuti (dall'arrivo dell'ordine a mezzo fax alla verifica, l'inserimento dei dati e il delivery) a pochi secondi nel caso dell'inserimento diretto dell'ordine via Internet. Inoltre abbiamo verificato che senza il Web c'è una percentuale di errore dell'1,8% nell'inserimento dei dati, che praticamente si annulla con l'ordine effettuato dal sito Internet.
Dalle diverse esperienze emerge in modo evidente la necessità di fare scelte tecnologiche vincenti, in particolare quando possono servire a raggiungere i clienti con offerte e servizi sempre nuovi.
«Si potrebbe dire che siamo nell'epoca del "never-satisfied customer" ha commentato Fabio Bagatin, chief technology architect di Ciaoweb, portale sviluppato dal gruppo Fiat. «Nel nostro caso sono state importantissime le partnership con società di informatica e telecomunicazioni, anche perché fare tutto in casa era impossibile. Inoltre abbiamo verificato che la velocità è fondamentale: pianificare è importante, ma poi bisogna mettere tutto in opera e verificare velocemente i risultati. Se si sbaglia, basta correggersi velocemente».
Una tecnologia sposata da Ciaoweb è il nuovo linguaggio Xml, scelto perche in effetti dà un'impostazione molto più evoluta alla gestione dei documenti, che con I'Xml sono strutturati sulla base dei contenuti.
Un altro aspetto fondamentale per l'operatività del portale è stata l'architettura scalabile, in grado di reggere ai "picchi" di domanda, problema che inevitabilmente prima o poi si propone, e che nel caso di Ciaoweb è successo quando è stato lanciato il servizio di invio di Sms (con picchi fino a 60mila accessi al giorno).
«Smessi i panni di vetrina elettronica, oggi Internet si qualifica a tutti gli effetti come fattore numero uno in grado di abilitare il business delle aziende» ha concluso Romano, riprendendo i messaggi chiave emersi nel convegno. «Oggi Internet si posiziona come infrastruttura chiave per l'automatizzazione del flusso dei dati, delle informazioni e comunicazioni all'interno dell'azienda e all'esterno di essa, così come infrastruttura per la delivery di servizi, sia ai clienti/utenti interni sia ai clienti esterni.
Ed è attorno a queste nuove declinazioni di Internet che si articola l'offerta dei vendors di tecnologia: dalle soluzioni di commercio elettronico all'integrazione di queste con soluzioni di Crm (Customer relationship management), Erp (Enterprise resource planning), a quelle di business intelligence e di middleware. Il tutto con servizi di integrazione e servizi per caratterizzare l'intera infrastruttura tecnologica in termini di sicurezza, affidabilità, disponibilità, ridondanza e scalabilità».

(Elana Vaciago - Il Sole 24 Ore)



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