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Il Commercio elettronico sta ormai decollando nei paesi pionieri, come gli USA, e sta contagiando i paesi follower,
come l’Italia, dove i numeri e i nomi in gioco cominciano ad essere significativi.Secondo la società di consulenza Price Waterhouse, l’utilizzo della Rete in area business to business (rapporti di acquisto/vendita tra le aziende) raddoppia ogni sei mesi, e nell’area business to customer (rapporti di acquisto/vendita tra le aziende e il cliente finale) il valore delle transazioni commerciali effettuate soltanto negli Stati Uniti passerà dai 4,3 miliardi di dollari del 1998 ai 60,2 miliardi di dollari nel 2002. Dall’analisi effettuata dalla Forrester Research è risultato che il volume di vendite generato in Europa esclusivamente dal Commercio elettronico è stato di 1,168 milioni di dollari nel 1998; tale cifra salirà a quasi 8 milioni di dollari nel corso del 1999, e si prevede che sarà di oltre 64 milioni di dollari nel 2001.
Per quanto riguarda l’Italia, il giro d’affari del Commercio elettronico è stato stimato in 73 miliardi di lire nel
corso del 1997, in 320 miliardi di lire nel 1998 e si stima in 834 miliardi nel 1999. Le previsioni per il 2000
indicano un giro d’affari pari a 3.142 miliardi, che salirà a 9.290 miliardi nel 2001.Sempre in Italia, nel giro di un anno la percentuale delle aziende connesse in Rete è cresciuta del 50%, e il 38% degli imprenditori connessi è già impegnato nello sviluppo di un’attività di Commercio elettronico, oppure intende farlo entro il 1999. |